L'Ammiraglio che voleva prevedere il futuro
Carlo Bergamini, la centrale di tiro e l’idea di prevedere il futuro
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Ricordo di uomo che fece la storia
Oggi va tanto di moda “il Generale”. Io preferisco ricordare, in un giorno infausto della storia italiana, un Ammiraglio, non solo per l’onore e il sacrificio, ma anche per il suo contributo teorico e ingegneristico.
Carlo Bergamini, esperto di artiglieria navale e dotato di notevoli capacità matematiche, contribuì in maniera fondamentale alla messa a punto e alla realizzazione di un sistema di calcolo automatico per il puntamento dell’artiglieria, che poteva ben considerarsi all’avanguardia negli anni Trenta del secolo scorso.
“Centralina di tiro della Regia Marina”
Quando era ancora al comando di una squadriglia, definì principi matematici e soluzioni di funzionamento volti a migliorare la precisione delle artiglierie navali. La “centralina di tiro”, realizzata dalle storiche Officine Galileo, era un sofisticato calcolatore elettromeccanico in grado di incrociare istantaneamente dati complessi — velocità della propria nave, rotta, distanza del bersaglio rilevata dai telemetri e movimento dello stesso — per calcolare in tempo reale l’alzo e il brandeggio corretti dei cannoni, aumentando drasticamente la precisione del fuoco a lungo raggio. La soluzione rivaleggiava con quelle analoghe sviluppate dalle maggiori potenze coinvolte nel conflitto.
I principi di funzionamento furono adottati anche nei sistemi realizzati successivamente alla Seconda guerra mondiale. E molti concetti della cibernetica, così come alcune idee più recenti fino alle ultime evoluzioni dell’IA, condividono principi — previsione, feedback, correzione — impiegati per “prevedere il futuro” e già presenti nel sistema al cui sviluppo contribuì Bergamini.
Il “giorno della vergogna” e l’affondamento del Roma
Per concludere, suona quasi come una beffa la sorte che colse Bergamini insieme alla corazzata “Roma”, ammiraglia della Squadra Navale. Morì il 9 settembre 1943, insieme a oltre 1.600 marinai della flotta, in una situazione storica dominata, da un lato, da incertezza e imprevedibilità e, dall’altro, dalla perdita del senso dell’onore.
Onore militare e precisione ingegneristica: due eccellenze italiane perfettamente incarnate dall’Ammiraglio emiliano e di cui oggi sentiamo sempre più la mancanza.
